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Successo per la 5ª edizione della BolzplatzCup di Jena

23.06.2026

Mentre il mondo del calcio si prepara ai Mondiali del 2026, quest’anno in Germania è stato valorizzato un altro aspetto di questo sport: la cultura dei campi da calcio improvvisati è stata inserita nel Registro nazionale del patrimonio culturale immateriale. È stata così premiata una cultura calcistica che incarna il gioco libero in spazi accessibili al pubblico, regole concordate collettivamente e convivenza sociale.

È proprio questa idea che la Bolzplatz Cup di Jena incarna ormai da cinque anni. La quinta edizione della Bolzplatz Cup ha raggiunto il suo culmine con una grande giornata di finale il 20 giugno. Le squadre qualificate provenienti da quattro quartieri di Jena si sono riunite ancora una volta, trasformando la finale in una piccola festa di quartiere in cui lo sport, l’incontro tra persone e il fair play erano al centro dell’attenzione.

Già nei quattro tornei di qualificazione la Bolzplatz Cup aveva registrato il tutto esaurito con 24 squadre. Ragazzi e giovani adulti di età compresa tra i 14 e i 21 anni si sono fatti strada attraverso i tornei di quartiere fino alla finale. La vittoria sportiva complessiva è andata ai Leuna Athletics, che per la prima volta possono così incidere il proprio nome sulla coppa itinerante della Bolzplatz Cup. Tuttavia, sin dalla sua fondazione, la Bolzplatz Cup si è volutamente definita come qualcosa di più di un semplice torneo di calcio. Prima di ogni torneo, le squadre hanno elaborato insieme regole di gioco personalizzate che andavano ben oltre le classiche norme di fair play. Per garantire a tutte le squadre buone possibilità di disputare partite avvincenti, i giovani hanno concordato, ad esempio, partenze con penalità per le squadre più giovani o l’inserimento di giocatori di campo aggiuntivi in caso di svantaggio. Le soluzioni erano tanto variegate quanto i giovani stessi.

Elevato grado di responsabilità individuale richiesto

Il team organizzativo ringrazia espressamente tutti i partecipanti che si sono lasciati coinvolgere in questo processo speciale. La Bolzplatz Cup richiede responsabilità personale, autoriflessione e la disponibilità a risolvere i conflitti attraverso il dialogo. Capacità come negoziare, trovare compromessi e assumersi responsabilità sono spesso visibili solo marginalmente nello sport agonistico tradizionale – alla Bolzplatz Cup sono invece al centro dell’attenzione.

Almeno altrettanto importante del successo sportivo è stato, ancora una volta, il principio del fair play. Grazie al sostegno del Fanprojekt Jena, quest’anno il premio Fair Play ha potuto essere notevolmente valorizzato. Per la prima volta, il premio principale non è andato alla squadra vincitrice del torneo, ma a tutti i vincitori del Fair Play. Questi ultimi potranno godersi un viaggio collettivo a Berlino, che include la possibilità di assistere a una partita dell’Hertha BSC.

«Per noi la BolzplatzCup è molto più di un semplice torneo di calcio. Qui si incontrano giovani che non potrebbero essere più diversi tra loro e trovano un denominatore comune attraverso lo sport. È sempre particolarmente impressionante vedere come si appropriano dello spazio, si confrontano con le proprie percezioni ed emozioni e le esprimono. Il fatto che il torneo si svolga senza arbitri e punti sul fair play rende visibile questo processo: i giovani si assumono le proprie responsabilità, gestiscono autonomamente i conflitti e scoprono che il rispetto reciproco e il dialogo sono importanti tanto quanto i gol», 

afferma Anna-Liddy Müller, responsabile del Fanprojekt Jena.

«Alla BolzplatzCup si tratta naturalmente di competizione sul campo, ma va ben oltre lo sport. Con il torneo e il programma di contorno, gli organizzatori prendono chiaramente posizione contro la discriminazione. Ringrazio di cuore il team di KoKont Jena, Streetwork Lobeda e il Fanprojekt Jena per questo importante impegno a favore della democrazia e del fair play – sia in campo che fuori», 

ha dichiarato Johannes Schleußner, assessore allo sport.

Più di una partita – anche fuori dal campo

Anche al di fuori del campo, quest’anno la Bolzplatz Cup ha continuato a evolversi. La mostra «Più di una partita», già nota dagli anni precedenti, è stata ampliata per includere la prospettiva delle tifoserie politicamente attive. Essa mostra come il calcio possa aprire spazi per la partecipazione democratica, la cogestione e il dialogo sociale.

È stato inoltre creato un nuovo gioco interattivo basato su scenari, che in futuro potrà essere preso in prestito insieme alla mostra e consentirà un impiego duraturo nel lavoro educativo.

«In collaborazione con KoKont, quest’anno abbiamo sviluppato un gioco di scenari che accompagna i partecipanti in giro per gli stadi di tutto il mondo e integra in modo significativo la mostra. Si creano così spazi di dialogo e riflessione su temi sociali per i quali il calcio funge spesso da apripista, ma che vanno ben oltre lo sport», 

afferma Moritz Jahns, pedagogista dei media di Bonn.

Poco prima dell’inizio dei Mondiali di calcio, inoltre, il giornalista Ronny Blaschke è stato ospite del KuBus Lobeda. La sua conferenza ha offerto uno sguardo critico sulle interconnessioni politiche, economiche e sociali del più grande torneo calcistico del mondo, arricchendo la Bolzplatz Cup con una prospettiva internazionale.

Un progetto comune delle associazioni giovanili di Jena

La Bolzplatz Cup è un progetto di cooperazione tra Streetwork Winzerla, Streetwork Lobeda, il Fanprojekt Jena e KoKont. Da cinque anni il progetto continua a evolversi grazie alla stretta collaborazione tra le strutture e al coinvolgimento dei partecipanti.

«Il più grande successo della Bolzplatz Cup non è la coppa itinerante. È la consapevolezza che il campo da calcio di quartiere è molto più di un semplice campo da calcio. Da cinque anni, insieme ai nostri partner, diamo visibilità a questa particolare cultura del campo da calcio di Jena. Qui i giovani si assumono responsabilità, concordano le regole e vivono la comunità – in modo del tutto naturale. Negli ultimi cinque anni abbiamo dimostrato in modo impressionante che il campo da calcio, in quanto luogo di negoziazione, offre un enorme potenziale per il lavoro pedagogico. Allo stesso tempo, non è affatto scontato riuscire a mettere in piedi un progetto di cooperazione di questo tipo anno dopo anno. Affinché la Bolzplatz Cup possa continuare a svolgersi anche in futuro, le istituzioni coinvolte hanno bisogno di condizioni quadro affidabili e di sicurezza nella pianificazione», 

afferma Eric Vasold, cofondatore della Bolzplatz Cup e operatore di strada della città di Jena.

Il fatto che quest’anno la cultura del campo da calcio di quartiere sia stata riconosciuta in Germania come patrimonio culturale immateriale conferma, dal punto di vista degli organizzatori, il valore educativo di tali progetti. Il campo da calcio di quartiere è molto più di un luogo dove giocare a calcio: è uno spazio in cui i giovani si assumono responsabilità, negoziano regole e sperimentano direttamente la convivenza democratica.

La Bolzplatz Cup, tuttavia, non si conclude con la giornata della finale. Nelle prossime settimane sono in programma la Junior Cup e altri eventi collaterali. Al momento non è ancora chiaro se la Bolzplatz Cup potrà arrivare alla sua sesta edizione nel 2027. Il team organizzativo spera di poter continuare questa storia di successo insieme ai propri partner e con il coinvolgimento dei partecipanti, affinché il campo da calcio rimanga anche in futuro un luogo in cui il fair play, la negoziazione democratica e lo spirito di comunità siano elementi che vanno di pari passo.

Gruppenfoto
Die Teilnehmenden am BolzplatzCup 2026